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Firmato il Patto per l’Export a promozione e tutela del Made in Italy anche per il settore moda

È stata resa nota, ieri giovedì 2 luglio, la firma dell’atto che sancisce la volontà di Confindustria Moda di aderire al Patto per l’Export per la promozione del Made in Italy nel mondo e dunque il varo di numerose misure legislative a favore delle imprese.

La firma è avvenuta contestualmente all’incontro tra i vertici del mondo della moda italiano presso la Farnesina e sottolinea la forte collaborazione tra il governo e Confindustria Moda, una realtà particolarmente significativa per l’economia italiana e per i mercati internazionali.

Confindustria Moda infatti vanta oltre 95 miliardi di fatturato, 67 mila aziende e oltre 600 mila addetti.

Nella pratica il Patto per l’Export rafforzerà la collaborazione con le imprese per il sostegno e la promozione dell’export a tutela delle eccellenze italiane rappresentate da grandi brand, ma anche da piccole realtà che giocano un ruolo fondamentale nel tessuto sociale e lavorativo del nostro Paese.

Fonte (it.fashionnetwork.com)

Il valore del Made in Italy nella moda e nel lusso: il focus della BBC

La BBC ha prodotto un focus di grande rilievo sul valore del Made in Italy nel mondo della moda, in particolare in quello della pelletteria. Un’analisi economica, storica e identitaria che prova a individuare il valore aggiunto delle maestranze presenti nel nostro paese quando si parla di pelletteria di lusso. Un modo molto interessante e smart per affrontare una questione che certamente chiama in causa diversi aspetti – la storia, la tradizione, il branding, un certo mood che si lega all’idea di Italia nel mondo – e che poggia le sue basi su quello che solitamente viene definito genius loci.

Genius loci? Sì, in altri termini capacità + tradizione ben radicata, questo è quello che differenzia una borsa in pelle fatta in Italia rispetto a un’altra fatta in qualsiasi altra parte del Mondo. E i giornalisti della BBC ripercorrono a ritroso la storia dell’artigianalità italiana a partire dai laboratori artigianali per la lavorazione della pelle, come quello di Prada a Milano (1913), Gucci a Firenze (1921), Ferragamo (Firenze, 1927) o Bottega Veneta (Vicenza, 1966).

Ma come ricorda Riccardo Braccialini (amministratore delegato della Fiera internazionale della pelletteria Mipel) “Il vero movimento italiano pelle è arrivato dopo la seconda guerra mondiale, negli anni ’60, beneficiando di un’economia in forte espansione e del fatto che il costo del lavoro era più economico rispetto ad altre parti d’Europa”.

E veniamo ai giorni d’oggi, durante i quali, come afferma Elizabeth Paton, corrispondente da New York per riviste di Moda, “Il Made in Italy è ancora uno dei marchi più potenti al Mondo”. Com’è possibile in mondo industrializzato come quello attuale? Basti pensare che l’Italia è di gran lunga il principale esportatore di articoli in pelle in Europa, lo scorso anno ha raggiunto la cifra di € 6,8 miliardi nei primi 10 mesi del 2018. E la maggior parte degli oggetti sono borse, che rappresentano oltre il 60% delle esportazioni in termini di valore.

Perché questo grande successo per gli accessori di pelle Made in Italy? Soprattutto per due aspetti: qualità di prodotto e brand value. E sul primo dei due punti che la filiera gioca un ruolo decisivo, una filiera che coinvolge in prima persona aziende come la nostra, produttori di accessori, galvaniche che contribuiscono a spingere sempre più avanti la ricerca stilistica e la durata nel tempo di un prodotto. Giocare un ruolo decisivo all’interno di questa filiera, tutta orientata al ricerca della massima qualità per ogni fase di lavorazione, è un orgoglio per la nostra azienda e un punto fermo nella strategia di crescita di Tecnomet.


Fonte
(bbc.com)
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POR FESR Toscana 2014-2020: finanziato il progetto Green and Smart Fashion Chains

Il progetto GAS FC (Green Smart Fashion Chains) è stato finanziato dal fondo POR FESR (2104-2020). Il progetto mira a definire nuovi processi di monitoraggio e controllo di tutti i flussi di lavoro. In altri termini, attraverso investimenti in dispositivi informatici e una nuova organizzazione, consente di avere una tracciabilità completa di tutte le fasi di lavorazione, in modo da avere un report costante – e dei tempi certi – su tutto il ciclo interno all’azienda. Grazie a questa modalità ogni articolo in ingresso viene tracciato dalla ricezione fino alla consegna al cliente.